Acqua certificata

553SSICA

Uno degli obiettivi di Acquasemplice è stare al passo con l’evolversi della Normativa inerente il settore acqua potabile per offrire non solo un servizio di qualità ma anche un prodotto sicuro e garantito.

Il Decreto Ministeriale 25 del marzo 2012 non stabilisce a priori un protocollo tecnico scientifico per la validazione degli impianti di trattamento dell’acqua potabile (era invece presente un protocollo nell’allegato 1 del vecchio Decreto Ministeriale 443). Il decreto lascia al produttore/importatore il compito di dimostrare l’efficacia dell’impianto di trattamento dell’acqua potabile messo in commercio.

Il passaggio è delicato, il legislatore ha pensato di definire i principi generali lasciando poi al produttore/importatore dimostrare che gli impianti hanno una determinata efficacia per una determinata durata di vita nel migliorare le caratteristiche dell’acqua potabile. I principi generali sono presto detti: non vi deve essere contaminazione da parte delle sostanza a contatto con l’acqua potabile DM 1874 e non devono peggiorare i parametri di potabilità stabiliti dal DL 31/2001. Oltre a ciò bisogna indicare  quali parametri vengono modificati dall’impianto di trattamento acqua.

Per essere conformi al DM 25 con i nostri sistemi di filtrazione abbiamo agito nella seguente maniera:

  • Definito i sistemi di filtrazione composti da conta litri, valvole di arresto, Everpure 4C o 4DC e lampada a raggi UV da 11 watt, rubinetto di erogazione;
  • Abbiamo fatto certificare la conformità al Dm 174 presso il laboratorio;
  • Abbiamo individuato i parametri di potabilità che possono cambiare. In questo caso essendo la filtrazione basata sui carboni attivi e microfiltrazione, i parametri sensibili sono Cloro libero e Torbidità, non considerando come significativi i DBP o altri inquinanti che possono essere abbattuti dal Carbone attivo, in quanto non presenti nell’acqua già potabile se non in tracce;
  • Sono stati messi a fuoco i possibili rischi legati ad una crescita microbica, dovuta alla rimozione della cloro copertura;
  • Abbiamo quindi definito un protocollo sperimentale per poter dimostrare la validità dei nostri sistemi.

Controllo dei seguenti parametri chimici: cloro libero e torbidità.

Controllo della carica batterica come allegato A del Decreto Legge 31/2001. Vi abbiamo incluso oltre alla Escherichia coli, Batteri Coliformi ed agli Enterococchi, la conta delle colonie a 22 e 36 °C (non richiesta per le acque ad uso estemporaneo) e la Psedomonas Aeruginosa. Sono stati fatti quindi i campionamenti dell’acqua in ingresso, in uscita e dopo il fermo macchina di 48 ore, avendo fatto scorrere i primi due litri d’acqua.

Tempo 0 litri erogati 0     
Tempo 1 litri erogati 2.000
Tempo 2 litri erogati 6.000
Tempo 3 litri erogati 11.000

Tempo 4 sostituzione delle parti di consumo utilizzando una procedura di sanificazione con soluzione  perossido di idrogeno a 136 volumi definita nella dose e nel tempo di azione.

I test sono stati eseguiti presso Stazione Sperimentale  SSICA a Parma nel mese di settembre/ottobre 2012. I risultati hanno permesso di constatare un costante e totale abbattimento del cloro libero (sotto la soglia di rilevabilità) mentre la torbidità veniva ridotta tra il 66 e 86% non vi era contaminazione di carica batterica patogena, mentre si è riscontrata una leggerissima presenza di carica batterica a 22 e 36°C dopo il fermo macchina di 48 ore. Dopo la procedura di manutenzione i parametri chimici analizzati erano in linea, tutti i microbiologici a zero, dimostrando quindi l’efficacia della manutenzione.

A questo punto siamo autorizzati a scrivere sul manuale d’uso e manutenzione e nel materiale illustrativo  le caratteristiche del nostro sistema di filtrazione, rivendicando i miglioramenti organolettici e di abbattimento del cloro libero.

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